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Giuseppe Gulotta: chi è l’uomo assolto dopo oltre vent’anni di carcere da innocente

bilancia giustizia tribunale

Giuseppe Gulotta è diventato il simbolo di uno dei più gravi errori giudiziari italiani: accusato per la strage di Alcamo Marina.

Certi fatti di sangue diventano cicatrici profonde nel sistema della giustizia italiana, ferite impossibili da rimuovere dalla memoria collettiva. Il calvario vissuto da Giuseppe Gulotta incarna perfettamente questo concetto.

Il suo nome è legato alla strage di Alcamo Marina, il duplice omicidio di due giovani carabinieri avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1976 nella piccola caserma sul litorale trapanese. Per quel delitto Gulotta venne arrestato da ragazzo, accusato, condannato e poi assolto molti anni dopo, fino a diventare uno dei simboli più forti della malagiustizia italiana.

Giuseppe Gulotta: la strage di Alcamo Marina e l’arresto che cambiò tutta la sua vita

Quella notte nella caserma di Alcamo Marina vennero uccisi i carabinieri Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta. Secondo le ricostruzioni ufficiali, un commando armato fece irruzione nel posto e sparò contro i due militari, lasciando aperto uno dei casi più oscuri della cronaca italiana. Pochi giorni dopo partirono arresti e confessioni, e tra i nomi coinvolti ci fu anche quello di Giuseppe Gulotta, che all’epoca aveva appena 18 anni.

giudice imputato tribunale
giudice imputato tribunale

Il punto centrale dell’intera vicenda è che quelle confessioni, secondo quanto emerso molti anni dopo, furono estorte con violenze e torture. Nel processo di revisione la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha ricostruito un quadro probatorio alterato da sevizie e torture compiute durante gli interrogatori.

Un passaggio decisivo arrivò nel 2008, quando l’ex brigadiere Renato Olino ruppe il silenzio e confermò che quelle ammissioni erano state ottenute con la forza. Per Gulotta, però, nel frattempo erano già arrivati processi, condanne e oltre vent’anni di carcere per un’accusa che avrebbe poi perso completamente consistenza.

L’assoluzione dopo 36 anni e il caso diventato simbolo della malagiustizia

La svolta arrivò il 13 febbraio 2012, quando la Corte d’Appello di Reggio Calabria, nel giudizio di revisione, assolse Giuseppe Gulotta. Quella sentenza è poi diventata irrevocabile il 17 giugno 2014. Nei documenti della Cassazione sul successivo procedimento di riparazione si legge che l’errore giudiziario venne accertato proprio sulla base della revisione, con il riconoscimento di un apparato accusatorio compromesso dalle violenze subite durante le indagini.

Dopo l’assoluzione, la giustizia ha riconosciuto anche il danno subito. Con un’ordinanza poi richiamata dalla Cassazione, a Gulotta vennero riconosciuti 6.530.031,70 euro per l’errore giudiziario. Ma più del risarcimento, a restare impresso è il peso umano della sua storia: un ragazzo finito dentro uno dei casi più bui degli anni Settanta, diventato adulto e poi uomo dietro le sbarre, prima che la verità giudiziaria ribaltasse tutto. Ed è per questo che ancora oggi il nome di Giuseppe Gulotta torna ogni volta che si parla dei più gravi errori giudiziari italiani.

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ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2026 12:59

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